Interviste

PRESENTAZIONE MISTER U.P. VIRTUS

In questa sosta abbiamo pensato di creare una rubrica per presentare i nostri fantastici allenatori che, nonostante le difficoltà, riescono a tenere uniti i ragazzi gialloverdi.

Qui sotto potrete trovare i vari allenatori intervistati con le rispettive dichiarazioni.

Riccardo Villicich (Allievi B 2005 FIGC)

Perché hai scelto di fare l’allenatore ?
“Faccio l’allenatore “perché non avevo altro da fare”, citando un passo di una immortale canzone d’amore di Luigi Tenco. Forse, quello inconsapevole è l’amore più sorprendente, perché ancora più profondo e sincero di quello consapevole. Se gli altri sapranno leggere questa mia definizione, con la stessa chiave di lettura che io ho utilizzato per il testo cantautore genovese, diranno che alleno per amore.

Quale sono i tre aggettivi o le tre parole che ti descrivono come mister ?
“Le 3 parole che mi caratterizzano come allenatore sono
passato
presente
futuro
secondo un ordine rigorosamente sparso e adattato alle singole situazioni”.

Parla della tua esperienza con i nostri mitici 2005
Se dovessi scrivere un libro sulla mia esperienza di allenatore dei 2005 FIGC Virtus, lo intitolerei, parafrasando Proust, “Alla ricerca del calcio perduto”. Titolo che preferisco all’altrettanto intrigante e surreale “Il calcio ai tempi del Covid”, in questo caso citando Gabriel Garcia Marquez e sostituendo la parola colera con Covid.
Il mio rapporto con i ragazzi è stato ed è tuttora strutturato su ruoli talmente ben distinti e lontani, che a forza di allontanarsi camminando all’indietro, secondo moto rotatorio, ci siamo inconsapevolmente scontrati schiena contro schiena. E in un mondo decisamente anticonvenzionale le distanze ci hanno portato alla contiguità più estrema, ma, allo stesso tempo, libera … consapevoli che la ripresa del cammino, da una posizione di schiena contro schiena, non potrà che portare al distacco e allla lontananza. Ma se anche il percorso di ritorno sarà circolare, presto o tardi ci si rivedrà occhi negli occhi e forse allora sarà possibile dimostrare quanto quello “schiena contro schiena” abbia significato qualcosa, nel periodo, “della ricerca del calcio perduto”.



Raffaele Somma (Giovanissimi A 2006)

Perché fai l’allenatore ?
“Sono nel mondo del calcio da sempre, mio padre mi portava sempre con se trasmettendomi questa passione che tutt’oggi è un tassello importante della mia vita e non riesco proprio a farne a meno. Con il tempo ho capito una cosa importante: quando alleni non detti solo regole e schemi ma ti preoccupi del ragazzo a 360 gradi e spesso è proprio lui che mi dona. Faccio l’allenatore perché mi sono reso conto che sono più le volte in cui ricevo che quelle in cui dono”.

Tre aggettivi che ti descrivono come mister
“Direi:
– Puntuale
– Passionale
– Rompiscatole verso le società, sempre alla ricerca di cose che possono agevolare i ragazzi”.

Parlaci in breve della tua esperienza alla Virtus con i 2006
“All’inizio c’era imbarazzo da entrambe le parti come giusto che sia, che abbiamo superato insieme diventando oggi un gruppo super affiatato”.



Thomas Zanichelli (Giovanissimi B 2007)

Perché fai l’allenatore ?
“Fin da piccolo, anche in campo, avevo l’indole e la personalità di guidare i compagni. Diciamo che ero il classico allenatore in campo.
Crescendo è aumentata in me la passione di fare l’allenatore a 360 gradi per cui ho iniziato a studiare e leggere libri sul calcio.
Amo profondamente insegnare e trasmettere le mie conoscenze calcistiche ai ragazzi cercando di farli crescere sotto tutti i punti di vista”.

Descriviti con un aggettivo come allenatore
“Direi esigente, in quanto esito rispetto per avversari e compagni. Pretendo impegno e attenzione massimale durante gli allenamenti e durante le gare”.

Raccontaci in breve la tua esperienza con l’annata 2007
“Un esperienza direi tra le più belle e gratificanti da quando alleno.
Ho a disposizione un gruppo di ragazzi fantastici dotati sia tecnicamente che umanamente.
La loro passione è smisurata e nonostante la pandemia si sono sempre allenati al massimo senza perdere entusiasmo.
Questa loro mentalità gli ha permesso di avere soddisfazioni sul campo ottenendo alcune vittorie in tornei prestigiosi a livello provinciale.
La mia vittoria più bella: avere sempre tutta la rosa ad allenamento che in un momento come questo non è banale e scontato”.



Federico Perotti (Esordienti 2008 A 9)

Perché hai deciso di fare il mister ?
“A causa di un infortunio ho dovuto abbandonare l’attività agonistica, ma questo non è coinciso con la diminuzione della passione per il calcio, coltivata fin da piccolo, così ho deciso di intraprendere un nuovo percorso: quello di allenatore”.

Descriviti come mister con tre aggettivi
“Mi ritengo un allenatore esigente, preparato e molto attento agli aspetti educativi, cerco infatti di trasmettere ai ragazzi innanzitutto il rispetto per i compagni e per gli avversari”.

Parla della tua esperienza alla Virtus con i nostri Esordienti 2008
“Nonostante le restrizioni legate alla pandemia, sto vivendo una bellissima esperienza sportiva e umana; ho ritrovato in questa società atmosfere e rapporti autentici”.



Mirco Marchignoli (Esordienti 2008 a 9)

Perché fai l’allenatore ?
“Direi per caso, credo un paio d’anni fa, sono finito in panchina per sostituire sporadiche assenze del mister in carica allora e ho sentito immediatamente il forte richiamo del campo; poi la sensazione di poter trasmettere qualcosa ai ragazzi ha fatto il resto”.

Tre aggettivi che ti descrivono come mister
“Direi:
– Rispetto, per le regole, compagni e avversari
– Passione, come modalità di approccio allo sport, perché credo sia così che si possano provare grandi emozioni
– Impegno, perché il concetto della fatica e del sacrificio finalizzati al raggiungimento di un obiettivo vale per lo sport ma anche nella vita.”

Parlaci in breve della tua esperienza alla Virtus con i ragazzi del 2008
“Annata fortemente condizionata dalla pandemia, ma devo dire che grazie alla capacità di mister Perotti, siamo riusciti ad avere con continuità tanta presenza ed entusiasmo da parte dei ragazzi agli allenamenti. Quindi personalmente anno ricco di esperienza e soddisfazione nonostante tante restrizioni”.



Corrado Bonini (Pulcini 2009)

Perché hai deciso di fare il mister ?
“Ho scelto di fare il mister perché dopo aver smesso di giocare volevo restare nel mondo del calcio perché è sempre stata la mia passione. Cerco sempre di mettere a disposizione la mia esperienza ai ragazzi che alleno per far sì che migliorino sotto l’aspetto sia tecnico che educativo e relazionale”.

Descriviti come mister con tre aggettivi
“Non mi piace giudicarmi. Credo spetti agli altri giudicare il mio lavoro. L’unico aggettivo che mi assegno è “paziente” perché allenando dei ragazzi non molto grandi la pazienza è determinante”.

Parla della tua esperienza alla Virtus con i nostri fantastici 2009
“Sull’esperienza con i 2009 faccio fatica a dare un giudizio preciso perché non ci siamo allenati con costanza né abbiamo fatto campionati in cui potevo vedere i miglioramenti dei ragazzi. Tuttavia l’aspetto relazionale e interpersonale è sicuramente molto positivo”.
“Vorrei aggiungere che tutto quello che faccio è merito anche dei miei due preziosi collaboratori Claudio Stacchi e Fabrizio Gattamelati che ringrazio.”



Riccardo Villani (Paperini 2010)

Perché ho scelto di fare il mister ?
“Non ho mai pensato sinceramente di poter fare il mister e allenare dei ragazzi … ma quando mi è stata data la possibilità di farlo mi sono detto “Perché no?, proviamo questa avventura, letteralmente NUOVA per me”. Inoltre perché voglio poter dare possibilità ai ragazzi di realizzare il loro sogno di diventare un calciatore professionista e andare a giocare nel loro club preferito”.

Descriviti come mister con tre aggettivi
“Rispetto in primis … sia nei confronti dei ragazzi, dei mister e della società, e degli avversari che incontreranno.
Socievole, cerco sempre di aprirmi al massimo con i ragazzi ed essere un libro aperto per loro dove apprendere al meglio ogni singolo movimento, che sia il singolo stop, un semplice palleggio o come fare un tiro preciso.
Sicurezza in me stesso, questa cosa mia aiuta a diffondere la giusta motivazione tra i ragazzi”.

Parla della tua esperienza alla Virtus con i nostri Paperini 2010
“Unica e fantastica, ho trovato un gruppo ricco di emozione e voglia di fare oltre che tante risate, darò il massimo e tutto ciò che conosco ai ragazzi per far sì che crescano con la giusta mentalità e giusta determinazione”.



Michele Barbarini (Piccolissimi 2011)

Perché hai deciso di fare il mister ?
“Ho scelto di fare il mister per la mia passione per questo bellissimo sport … e sicuramente la mia propensione a stare con i giovani mi aiuta in questa passione. Mi viene naturale stare con i ragazzi”.

Descriviti come mister con tre aggettivi
“Sono molto IMPULSIVO e a volte modifico anche degli allenamenti in funzione delle necessità. SOCIEVOLE, in quanto ho un buon dialogo con i miei ragazzi e scherziamo molto, ma quando bisogna lavorare esce il terzo aggettivo … ESIGENTE, quando spiego un esercizio, voglio che i ragazzi stiano attenti perché la buona riuscita di un esercizio, secondo me, si ripercuote nella partita del sabato”.

Parla della tua esperienza alla Virtus con i nostri Piccolissimi 2011
“Ho iniziato ad allenare come vice di mister Simonini 3 anni fa con questa annata. Sono un gruppo meraviglioso sia a livello umano, di educazione e anche come impegno. Sono molto orgoglioso di loro e spero di tornare alla normalità per rivivere insieme a loro le grandi soddisfazioni che ci eravamo presi prima della pandemia”.