Interviste

PRESENTAZIONE MISTER U.P. VIRTUS

In questa sosta abbiamo pensato di creare una rubrica per presentare i nostri fantastici allenatori che, nonostante le difficoltà, riescono a tenere uniti i ragazzi gialloverdi.

Qui sotto potrete trovare i vari allenatori intervistati con le rispettive dichiarazioni.

Alessandro Bonazzi (Allievi A 2004)

Perché hai scelto di fare l’allenatore ?
“Ho scelto di diventare allenatore, sia per la passione che sempre coltivo per questo sport, sia a seguito di esperienze personali vissute quando ero ragazzino, nell’unico anno in cui ho giocato a calcio. Non tanto sul piano calcistico quanto sul piano educativo. All’interno della squadra per cui giocavo, spesso e volentieri si formavano dei veri e propri “gruppetti”, senza che venisse fatto nulla per unire il gruppo in termini educativi. La mia scelta di allenare, ancor prima che calcistica, è una scelta educativa, per permettere a tutti i bambini di poter fare la propria parte, senza essere esclusi o emarginati, e potersi esprimere senza pregiudizi avendo tutti le stesse possibilità.”

Quale sono i tre aggettivi o le tre parole che ti descrivono come mister ?
“Come mister mi definisco empatico, perché so ascoltare ed immedesimarmi nei bambini e ragazzi, e paziente. Lascio che siano colleghi e ragazzi ad attribuirmi il terzo aggettivo”.

Parla della tua esperienza con i nostri ragazzi del 2004
“La mia esperienza come collaboratore dell’annata 2004 la giudico positivamente anche se per ovvi motivi non è potuta essere una stagione “a pieno regime” e a pieni ritmi. Ho comunque avuto modo di confrontarmi con una realtà diversa in primis e soprattutto con una categoria con cui non avevo mai avuto occasione di lavorare, se non a sprazzi, in quanto ho sempre allenato bambini compresi nella fascia d’età compresa tra i 6 e i 12 anni”.



Raffaele Somma (Giovanissimi A 2006)

Perché fai l’allenatore ?
“Sono nel mondo del calcio da sempre, mio padre mi portava sempre con se trasmettendomi questa passione che tutt’oggi è un tassello importante della mia vita e non riesco proprio a farne a meno. Con il tempo ho capito una cosa importante: quando alleni non detti solo regole e schemi ma ti preoccupi del ragazzo a 360 gradi e spesso è proprio lui che mi dona. Faccio l’allenatore perché mi sono reso conto che sono più le volte in cui ricevo che quelle in cui dono”.

Tre aggettivi che ti descrivono come mister
“Direi:
– Puntuale
– Passionale
– Rompiscatole verso le società, sempre alla ricerca di cose che possono agevolare i ragazzi”.

Parlaci in breve della tua esperienza alla Virtus con i 2006
“All’inizio c’era imbarazzo da entrambe le parti come giusto che sia, che abbiamo superato insieme diventando oggi un gruppo super affiatato”.



Thomas Zanichelli (Giovanissimi B 2007)

Perché fai l’allenatore ?
“Fin da piccolo, anche in campo, avevo l’indole e la personalità di guidare i compagni. Diciamo che ero il classico allenatore in campo.
Crescendo è aumentata in me la passione di fare l’allenatore a 360 gradi per cui ho iniziato a studiare e leggere libri sul calcio.
Amo profondamente insegnare e trasmettere le mie conoscenze calcistiche ai ragazzi cercando di farli crescere sotto tutti i punti di vista”.

Descriviti con un aggettivo come allenatore
“Direi esigente, in quanto esito rispetto per avversari e compagni. Pretendo impegno e attenzione massimale durante gli allenamenti e durante le gare”.

Raccontaci in breve la tua esperienza con l’annata 2007
“Un esperienza direi tra le più belle e gratificanti da quando alleno.
Ho a disposizione un gruppo di ragazzi fantastici dotati sia tecnicamente che umanamente.
La loro passione è smisurata e nonostante la pandemia si sono sempre allenati al massimo senza perdere entusiasmo.
Questa loro mentalità gli ha permesso di avere soddisfazioni sul campo ottenendo alcune vittorie in tornei prestigiosi a livello provinciale.
La mia vittoria più bella: avere sempre tutta la rosa ad allenamento che in un momento come questo non è banale e scontato”.



Gabriele “Gian” Rivieri (Esordienti 2008 A 11)

Perché hai deciso di fare il mister ?
“Far l’allenatore vuol dire, per me, continuare a vivere questo mondo fatto di passione, di emozioni e di divertimento a cui mi sono appassionato fin da bambino e, dopo aver intrapreso il percorso da giocatore e, seppur in modo sporadico, anche quello da arbitro, mi sono imbattuto nella terza figura principale del calcio. Stare con i ragazzi, significa per me, non far spegnere quella piccola fiammella di gioia, di voglia di vivere e di spensieratezza che c’è dentro ai bambini e ai ragazzi, e che spesso, purtroppo, si spegne lentamente diventando adulti”.

Descriviti come mister con tre aggettivi
Passionale
Attento
Rispettoso nei confronti in primis dei ragazzi che alleno, ma anche degli avversari, dell’arbitro e di tutte le persone che lavorano dietro le quinte per far trovare, a noi mister, tutto ciò di cui abbiamo bisogno (campo, spogliatoi, attrezzature, muta da gara) in modo poi da focalizzarci al 100% sui ragazzi, sull’allenamento e sulla partita.
Uno dei miei obiettivi principali è quello di trasmettere il tutto anche ai ragazzi”.

Parla della tua esperienza alla Virtus con i nostri Esordienti 2008
“Direi breve ma intensa: questi ragazzi li ho presi insieme a mister Enrico Ferretti da questa stagione e, sarà stata la voglia di ripartenza, sarà stato l’entusiasmo dell’arrivo di nuovi allenatori, ma il rapporto tra di noi, è stato, fin da subito, molto buono. Dopo aver fatto una intensa preparazione, abbiamo fatto un’ottima figura al primo anno nel torneo di casa, il Cavalieri, ma purtroppo, siamo stati interrotti nuovamente.
I ragazzi sono fantastici sotto tutti i punti di vista, dall’aspetto tecnico a quello atletico, da quello mentale (fondamentale per me, in quanto, l’intensità e l’impegno che ci sono nelle sedute di allenamento si ripercuote, inevitabilmente anche nella messa in pratica della partita) a soprattutto quello educativo. Spero davvero, non tanto per me ma per i ragazzi, di riprendere al più presto e di raccogliere i frutti del lavoro fatto a inizio stagione”.



Federico Perotti (Esordienti 2008 A 9)

Perché hai deciso di fare il mister ?
“A causa di un infortunio ho dovuto abbandonare l’attività agonistica, ma questo non è coinciso con la diminuzione della passione per il calcio, coltivata fin da piccolo, così ho deciso di intraprendere un nuovo percorso: quello di allenatore”.

Descriviti come mister con tre aggettivi
“Mi ritengo un allenatore esigente, preparato e molto attento agli aspetti educativi, cerco infatti di trasmettere ai ragazzi innanzitutto il rispetto per i compagni e per gli avversari”.

Parla della tua esperienza alla Virtus con i nostri Esordienti 2008
“Nonostante le restrizioni legate alla pandemia, sto vivendo una bellissima esperienza sportiva e umana; ho ritrovato in questa società atmosfere e rapporti autentici”.



Mirco Marchignoli (Esordienti 2008 a 9)

Perché fai l’allenatore ?
“Direi per caso, credo un paio d’anni fa, sono finito in panchina per sostituire sporadiche assenze del mister in carica allora e ho sentito immediatamente il forte richiamo del campo; poi la sensazione di poter trasmettere qualcosa ai ragazzi ha fatto il resto”.

Tre aggettivi che ti descrivono come mister
“Direi:
– Rispetto, per le regole, compagni e avversari
– Passione, come modalità di approccio allo sport, perché credo sia così che si possano provare grandi emozioni
– Impegno, perché il concetto della fatica e del sacrificio finalizzati al raggiungimento di un obiettivo vale per lo sport ma anche nella vita.”

Parlaci in breve della tua esperienza alla Virtus con i ragazzi del 2008
“Annata fortemente condizionata dalla pandemia, ma devo dire che grazie alla capacità di mister Perotti, siamo riusciti ad avere con continuità tanta presenza ed entusiasmo da parte dei ragazzi agli allenamenti. Quindi personalmente anno ricco di esperienza e soddisfazione nonostante tante restrizioni”.



Corrado Bonini (Pulcini 2009)

Perché hai deciso di fare il mister ?
“Ho scelto di fare il mister perché dopo aver smesso di giocare volevo restare nel mondo del calcio perché è sempre stata la mia passione. Cerco sempre di mettere a disposizione la mia esperienza ai ragazzi che alleno per far sì che migliorino sotto l’aspetto sia tecnico che educativo e relazionale”.

Descriviti come mister con tre aggettivi
“Non mi piace giudicarmi. Credo spetti agli altri giudicare il mio lavoro. L’unico aggettivo che mi assegno è “paziente” perché allenando dei ragazzi non molto grandi la pazienza è determinante”.

Parla della tua esperienza alla Virtus con i nostri fantastici 2009
“Sull’esperienza con i 2009 faccio fatica a dare un giudizio preciso perché non ci siamo allenati con costanza né abbiamo fatto campionati in cui potevo vedere i miglioramenti dei ragazzi. Tuttavia l’aspetto relazionale e interpersonale è sicuramente molto positivo”.
“Vorrei aggiungere che tutto quello che faccio è merito anche dei miei due preziosi collaboratori Claudio Stacchi e Fabrizio Gattamelati che ringrazio.”



Riccardo Villani (Paperini 2010)

Perché ho scelto di fare il mister ?
“Non ho mai pensato sinceramente di poter fare il mister e allenare dei ragazzi … ma quando mi è stata data la possibilità di farlo mi sono detto “Perché no?, proviamo questa avventura, letteralmente NUOVA per me”. Inoltre perché voglio poter dare possibilità ai ragazzi di realizzare il loro sogno di diventare un calciatore professionista e andare a giocare nel loro club preferito”.

Descriviti come mister con tre aggettivi
“Rispetto in primis … sia nei confronti dei ragazzi, dei mister e della società, e degli avversari che incontreranno.
Socievole, cerco sempre di aprirmi al massimo con i ragazzi ed essere un libro aperto per loro dove apprendere al meglio ogni singolo movimento, che sia il singolo stop, un semplice palleggio o come fare un tiro preciso.
Sicurezza in me stesso, questa cosa mia aiuta a diffondere la giusta motivazione tra i ragazzi”.

Parla della tua esperienza alla Virtus con i nostri Paperini 2010
“Unica e fantastica, ho trovato un gruppo ricco di emozione e voglia di fare oltre che tante risate, darò il massimo e tutto ciò che conosco ai ragazzi per far sì che crescano con la giusta mentalità e giusta determinazione”.



Michele Barbarini (Piccolissimi 2011)

Perché hai deciso di fare il mister ?
“Ho scelto di fare il mister per la mia passione per questo bellissimo sport … e sicuramente la mia propensione a stare con i giovani mi aiuta in questa passione. Mi viene naturale stare con i ragazzi”.

Descriviti come mister con tre aggettivi
“Sono molto IMPULSIVO e a volte modifico anche degli allenamenti in funzione delle necessità. SOCIEVOLE, in quanto ho un buon dialogo con i miei ragazzi e scherziamo molto, ma quando bisogna lavorare esce il terzo aggettivo … ESIGENTE, quando spiego un esercizio, voglio che i ragazzi stiano attenti perché la buona riuscita di un esercizio, secondo me, si ripercuote nella partita del sabato”.

Parla della tua esperienza alla Virtus con i nostri Piccolissimi 2011
“Ho iniziato ad allenare come vice di mister Simonini 3 anni fa con questa annata. Sono un gruppo meraviglioso sia a livello umano, di educazione e anche come impegno. Sono molto orgoglioso di loro e spero di tornare alla normalità per rivivere insieme a loro le grandi soddisfazioni che ci eravamo presi prima della pandemia”.



Gianluca Destro (Olimpia 2013-2014-2015)

Perché hai deciso di fare il mister ?
“Perché dopo 5 anni che avevo smesso con la categoria e aver fatto un po’ di amatori mi mancava la quotidianità della società, la condivisione tra educatori, così a me piace definirci, il vivere le vittorie e le sconfitte (anche se il periodo non ce lo consente), e soprattutto i progressi ad ogni allenamento sia degli atleti che di me stesso”.

Descriviti come mister con tre aggettivi
“Paziente, Intraprendente e Volenteroso”.

Parla della tua esperienza alla Virtus con i nostri Olimpia 2013-2014-2015
“Bellissima esperienza che condivido con estremo piacere con Mister Maurizio Bocchi, il quale mi sta insegnando tantissimo, io porto la mia esperienza dilettantistica del campo vissuto e dei molti allenamenti eseguiti con voglia e fatica. I piccoli dai 5 ai 7 anni sono degli atleti ogni giorno diversi, migliorano sempre, chi prima in tecnica, chi prima in coordinazione e poi il fisico c’è chi cresce di più e chi meno … qui dobbiamo essere bravi ed attenti noi allenatori ad adattare gli esercizi ai loro progressi, ogni tanto invogliarli a fare di più e ad incitarli nel modo corretto. Ringrazio la Virtus per avermi dato questa possibilità “.